Il Carloforte Yacht club e la vela latina

Sul finire degli anni ottanta diversi armatori carlofortini parteciparono alle regate di vela latina a Stintino con le loro imbarcazioni, tra queste Suleika (Sanna) e Angiulin, una lancia di proprietà di Carlo Biggio.
Nei primi anni novanta furono organizzati dagli armatori carolini, sotto il patrocinio del Carloforte Yacht Club, i primi raduni di barche a vela latina, alle quali furono ammesse anche barche con armature classiche (vela marconi e vela aurica).
Diversi pescatori parteciparono con le loro barche da pesca ancora armate con le vele di cotone, tra le quali Michele Padre (Borghero) e Lina (Cavassa) uno schifetto del 1929.
Pochi anni dopo il CYC istituì il Trofeo isola di San Pietro.
Le imbarcazioni Suleika, Angiulin, Giuseppe Padre, Nonno San Pe, Aixia, Nicoletta e tante altre, regatarono nel tratto di mare antistante il porto, offrendo agli occhi dei carlofortini uno spettacolo velico quasi dimenticato.
Le regate a vela latina furono stimolo in quegli anni per la costruzione di nuove imbarcazioni che diedero una nuova spinta costruttiva ai cantieri carlofortini, nacquero Maestro d'ascia Angiulin, la Rossa, Luigi Padre, Quinto da Masque, Valentina, Principessa, Ambrogio Padre e Nonno Spuincia.
Altri armatori, iniziarono il restauro di vecchie imbarcazioni, che parteciparono con le nuove costruzioni alle regate del Trofeo Isola di San Pietro e alle altre manifestazioni veliche dei circoli sulcitani.
Tra questi restauri citiamo la lancia Aurora (Angelo Aste) costruita nel 1949 dal cantiere Rivano, la lancia Carolina (Carlo Iesu) costruita nel 1929 da Pasquale Biggio, Antonietta (Damele), la paranzella Giuseppe Padre (Salvatore Aste), la lancia Battista (Serventi) e il cornigiotto Andrea Padre di Beppe Napoli in ultimo la paranzella Vannisa di proprietà di Carlo Biggio.
L'istituto Nautico restaurerà la lancia Altair che per diversi anni regaterà a Stintino vincendo per diverse edizioni il trofeo Presidente della Reppublica.
Nel 2005 Carloforte ospita il secondo campionato italiano di vela latina, subito dopo Stintino, quasi fosse un doveroso riconoscimento alla tradizione dell'isola che per certi versi  rappresenta per la Sardegna una delle marinerie più legate alla vela latina.
Durante la manifestazione fu organizzato un convegno sulla vela latina che per due giorni coinvolse diversi studiosi e giornalisti nella struttura dei vecchi magazzini del minerale a Taccarossa.
Il CYC curerà con il Comune di Carloforte la realizzazione degli atti del convegno, una pubblicazione unica che completerà le manifestazioni di quel campionato, per il Club segnò l'apice delle regate a vela latina.
L'organizzazione del trofeo isola di San Pietro continuerà ancora per diversi anni fino al 2010, quando per diverse ragioni gli armatori cominceranno a disertare i campi di regata, sintomo di una disaffezione che colpirà tutti i circoli della Sardegna a cominciare da Stintino.
Tanti armatori lamentavano la pressione delle regole di regata, la difficoltà di competizione con altre realtà cantieristiche, come quella ligure, che portava sui campi di regata imbarcazioni più leggere, la difficoltà di avere un ricambio generazionale degli equipaggi e in ultimo le condizioni economiche che cominciavano a gravare per questo tipo di imbarcazioni.
Tante barche restaurate in questi anni sono finite di nuovo nell'oblio, altre barche di nuova costruzione sono passate di mano, vendute ad armatori che non hanno dimostrato alcun interesse per questo tipo di regate.
Il CYC sta cercando in questo momento un nuovo dialogo, sia con gli armatori che con i circoli velici per poter riportare in auge nuovamente sui campi di regata queste barche a vela cariche di storia.

Il presidente del CYC

Antonio Sanna

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